Chiara Interdonato, 3C Liceo A. Volta, Milano, 17/11/’15

Provo a pensare, per essere quello che sono. Ma io, cosa sono?
Forse allora: provo a pensare per scoprire quello che sono.
Sono Interdonato a scuola, Chiara per gli amici, Inter con i compagni. Solo suoni, nomignoli. Non significano niente.
Io, davvero, cosa sono?
Un essere umano prima di tutto, una persona come ce ne sono tante altre. Poi sono individuo, sono proprio me stessa.
Sono la figlia di qualcuno, l’amica di qualcun altro. Appartengo a gruppi e categorie.
Appartenenza. Ogni persona vuole appartenere, vuole essere come altri. Per non rimanere sola. Questo esercizio di pensiero dovrebbe essere dedicato almeno in parte a Socrate. Allora mi domando: lui a che categoria apparteneva?
Non era sofista, non si faceva pagare per quello che faceva. Non era nobile. Era filosofo? Questo sì, perché ricercava. Un cercatore allora, un cercatore della sapienza. Un sapiente, perché le sue parole sono “la sapienza umana sta nella ricerca della sapienza”.
Però dice anche di non essere sapiente, quindi non può appartenere ad una categoria che disconosce. Socrate, condannato a morte è stato reso sapiente dagli altri uomini.
Ma ho divagato, non ho risposto alla domanda posta all’inizio. Io chi sono?
È quasi ora di consegnare. È tutta la vita che cerco questa domanda, come posso trovarla nei prossimi tre minuti?
Allora non la trovo, non ancora. E continuo a pensare.

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