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Una notte assai lunga: l’Odissea raccontata dalle donne

UNA NOTTE ASSAI LUNGA, INDICIBILE
Canto di sirene, di maghe e di tele

16 novembre 2019

Secondarie di I grado

Spettacolo ispirato all’Odissea

di e con Giulia Angeloni e Sara Dho

Due ancelle, in un tempo molto lontano, hanno ancora una notte per terminare il velo che è stato loro ordinato per le nozze di Nausicaa, principessa dei Feaci.

Per tenersi sveglie accompagnano il loro lavoro narrandosi storie tramandate di donna in donna. Se alle due fanciulle non è consentito viaggiare ed esplorare il mondo, ecco che le loro eroine sembrano invece poter fare tutto.
Ma, inaspettatamente, anche donne così potenti si mostrano infine costrette a piegarsi ad un destino che si rivela ogni volta ineluttabilmente avverso.
Toccherà allora alle due giovani tessitrici prendere in mano le fila dei racconti tramandati, disfarli e re-intrecciarli, riscrivere nuovi destini e viaggiare, con vitalità ed ironia, attraverso miti, immagini e parole.
E con immensa sorpresa ecco che dalla loro trama verbale emerge il racconto di uno dei più grandi poemi della cultura occidentale, l’Odissea.

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VARSAVIA: storie di resistenza nel ghetto nazista

IO RICORDO… VARSAVIA!
STORIE DI RESISTENZA QUOTIDIANA NEL GHETTO NAZISTA

13 gennaio 2020

Secondarie di II grado

Incontro con

Andrea Bienati, docente di Storia e Didattica della Shoah, delle Deportazioni e dei Crimini contro l’Umanità

Dove sorgeva il ghetto nazista c’è oggi un cammino: quello degli eroi, esempi di resistenza dinanzi al male quotidiano. Una lezione interattiva e teatralizzata dove le storie di ieri faranno riflettere sull’uomo di sempre

Il pedagogista J. Korczak, il poeta Y. Katzenelson, lo storico E. Ringelblum, il leader della rivolta M. Anielewicz sono alcuni degli “spiragli di luce” che filtravano nella quotidianità del ghetto creato dai nazisti tedeschi a Varsavia. Nella lotta quotidiana per la sopravvivenza, per circa 500 mila ebrei polacchi, pregare, insegnare, fare poesia, parlare di politica e scrivere erano alcuni dei modi per
Ri-esistere” dinanzi alla discriminazione e al terrore.
La lezione interattiva presenterà la storia del ghetto di Varsavia e dei suoi eroi, attraverso storie di vita quotidiana, letture di documenti e la visione di immagini di vita reale. Nel cammino con il pubblico si ricorderà come il primo ghetto nasca dall’indifferenza che accompagna le sofferenze di altri esseri umani. Accanto ai racconti di resistenza ci sarà l’analisi socio-storica delle parole che dalle leggi sfociarono nel sangue, “normalizzando” lo svilimento “dell’altro” a “diverso”, dapprima emarginandolo, poi mostrandolo come nemico, poi segregandolo e infine uccidendolo.
Il ricordo degli eroi del ghetto di Varsavia offrirà spunti di riflessione sulle vie per resistere al Male, valide per l’Uomo di sempre, mostrando come più della violenza possa l’anelito di libertà presente nei piccoli gesti quotidiani.

Il professor Andrea Bienati, dopo il diploma di maturità classica, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica, con una tesi in Criminologia dal titolo “La “Neutralizzazione” dello sterminio nazista”. Prosegue gli studi conseguendo, nel 2005, il Dottorato di ricerca in Scienze politiche e sociologiche presso l’Università Cattolica con una tesi sull’evoluzione del pensiero politico di Vilfredo Pareto.

La Shoah e i crimini contro l’Umanità, soggetto di studio prediletto, lo porta in Polonia, dove consegue un ciclo di perfezionamento di studi e ricerche in Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche” presso l’Università Jagiellonica e il Museo Statale di Auschwitz Birkenau.
Il notevole percorso di studi, porta il professor Bienati ad una illustre carriera nel mondo accademico, sia come docente che come ricercatore collaborando con numerose università italiane ed estere. Numerose, infine, le pubblicazioni di saggi e trattati di varia natura: sociologici, storici e politici.

Video Archivio Andrea Bienati

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JOVAN DIVJAK: il generale che difese Sarajevo

JOVAN DIVJAK
IL GENERALE CHE DIFESE SARAJEVO

11 febbraio 2020

Secondarie di II grado

Incontro con

Jovan Divjak, generale iugoslavo di origine serba che ha combattuto a fianco dei bosniaci per difendere Sarajevo

Il racconto, intriso di storia e di umanità, dei giorni sanguinosi del conflitto nell’ex Jugoslavia, narrato da uno dei protagonisti, oggi impegnato a fianco delle giovani generazioni nel non facile presente della sua terra.

Jovan Divjak è un generale di origine serba, oggi si dichiara Bosniaco-Erzegovese.

Nato a Belgrado, è poi vissuto a Sarajevo come militare di carriera prima dell’aggressione alla Bosnia Erzegovina. Dopo la dissoluzione del sistema socialista in ex Jugoslavia ha raggiunto il grado di colonnello come membro della Difesa Territoriale.
A fianco dei Bosniaci ha combattuto per difendere Sarajevo e la Bosnia Erzegovina, quando i serbi bosniaci hanno attaccato la città, ma si è subito schierato a difesa dei diritti dei perseguitati contro ogni tentativo di discriminazione, a prescindere dalla fazione, dall’appartenenza etnica, religiosa e politica.
Oggi la sua Fondazione, L’istruzione costruisce la Bosnia Erzegovina, a favore dei bambini orfani di Sarajevo e Bosnia Erzegovina, e delle vittime della guerra di aggressione, protegge, senza distinzione di identità, tutti i ragazzi che hanno bisogno di aiuto. Essa offre loro, tramite l’istruzione e l’educazione, l’opportunità di diventare cittadini attivi per il cambiamento positivo del proprio paese perché, come ama ripetere sempre, “l’istruzione è l’arma più forte per cambiare il mondo”.

Nasce a Belgrado da genitori serbi di lontane origini bosniache. Il padre fu trasferito in Serbia dall’Esercito Jugoslavo. Attualmente Divjak vive a Sarajevo, città nella quale si è trasferito nel 1966.

 

Dal 1956 al 1959 frequentò l’Accademia Militare a Belgrado, per passare poi un anno a Parigi per frequentare l’École supérieure des officiers de réserve spécialistes d’état-major, dal 1969 al 1971 figura tra i Cadetti della Voena akademija di Belgrado.

Dopo diversi incarichi nella JNA, Divjak divenne Capo della Difesa Territoriale (Teritorijalna Obrana), guidando il relativo dipartimento di stanza a Mostar, durante il periodo 1984-1989. Nel periodo 1991-1992, Jovan Divjak venne giudicato dalla Corte Marziale per aver inviato 120 pezzi di armi leggere e 20.000 pallottole alla Difesa Territoriale di Kiseljak. Gli vennero inflitti 9 mesi di carcere, evitati lasciando la JNA.

Il giorno 8 aprile 1992, Divjak divenne vicecomandante della Difesa Territoriale della Bosnia ed Erzegovina. Un mese più tardi, supervisionò la difesa di Sarajevo da un attacco di maggiori dimensioni da parte della JNA.

Oggi è direttore esecutivo della associazione OGBH, Obrazovanje Gradi BiH (“L’istruzione costruisce la Bosnia”), fondata da lui stesso nel 1994. L’attività principale e gli obiettivi della associazione sono quelli immediatamente connessi all’aiuto degli orfani di guerra, dando loro denaro, oltre ad aiuto materiale e favorire l’aumento dell’istruzione in Bosnia ed Erzegovina, anche zone e alla popolazione più povere del Paese come le campagne, dando loro supporto finanziario e materiale

Video Archivio Jovan Divjak

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SGUARDI SUL MONDO – EVENTI PER LE SCUOLE

SGUARDI SUL MONDO

Per conoscere e comprendere la contemporaneità

Con il titolo “Sguardi sul Mondo” desideriamo suggerire alle scuole e ai docenti un percorso tematico volto a esplorare e ad analizzare l’Uomo nella sua totalità: nella relazione con gli altri esseri umani e  altri esseri viventi, con la dimensione spirituale dell’esistenza.

Con questa attenzione, gli eventi che qui proponiamo permetteranno agli studenti di indagare i temi della globalizzazione, della multiculturalità e  della multireligiosità, favorendo l’apertura all’ascolto e alla comprensione di sé e del mondo che ci circonda.

ENCICLICA LAUDATO SI’

Incontro con

Daniela Padoan, scrittrice
Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità

Tag: dialogo, globalizzazione, sostenibilità, ambiente, sostenibilità

STAY TUNED AND LISTEN TO ME!

Tavola rotonda con
Emanuele Fiano, ex consigliere delle Comunità Ebraiche Italiane
Chiara Ferrero, presidente dell’Interreligious Studies Academy
Enrico Bertoni, direttore del Museo Interreligioso di Bertinoro

Tag: dialogo interreligioso, ascolto, globalizzazione

Non c'è vita senza sostenibilità - le ragioni dei giovani

NON C’È VITA SENZA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA E SOCIALE –

Le ragioni dei giovani di oggi

Incontro con Stefano Zamagni, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali
Cofondatore e Presidente del Comitato scientifico della Scuola di Economia Civile

Tag: economia sostenibile, società, resilienza

Migrante Economico. Una fuorviante categoria

“MIGRANTE ECONOMICO” UNA FUORVIANTE CATEGORIA

Guerre economiche, clima, sfruttamento ambientale

Tavola rotonda con
Mario Agostinelli, Emilio Molinari, Guido Viale

Tag: ambiente, clima, sviluppo sostenibile, migranti

Europa casa comune da costruire insieme

EUROPA CASA COMUNE DA COSTRUIRE INSIEME

Tavola rotonda con
Patrizia Toia l’Onorevole Europarlamentare
Daniela Mainini Avvocato e Presidente del Centro Studi Grande Milano
Gabriele Albertini già Sindaco di Milano ed Europarlamentare

Tag: Unione Europea, cittadinanza europea, collaborazione tra i popoli

EDUCAZIONE CIVICA 2019-2020: eventi per l’educazione ambientale

PERCORSO AMBIENTALE

L’inserimento di Educazione Civica come materia curricolare, in via sperimentale per l’anno 2019-2020, prevede l’approfondimento di numerosi argomenti di carattere socio-culturale. Tra i tanti, particolare attenzione viene data all’Educazione Ambientale, in riferimento all’Agenda 2030 e ai 17 punti previsti al suo interno per favorire lo sviluppo sostenibile. Per questo il Centro Asteria propone, oltre a quelli da sempre presenti in cartellone, nuovi eventi di rilevante attualità.
Reportage Chernobyl

REPORTAGE CHERNOBYL
L’atomo e la vanga. La scienza e la terra.

Spettacolo teatrale
regia Simona Gonella – con Roberta Biagiarelli
partecipazione straordinaria in video di Roberto Herlitzka
Presentazione di Mario Agostinelli ricercatore presso CCR di Ispra, presidente dell’Associazione Energia Felice (ARCI) 

Tag: ambiente, uso dell’energia, diritti umani, scienza e terra

L’ENCICLICA LAUDATO SI’
Un documento rivoluzionario per credenti e non credenti

Incontro con
Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità
Introduzione Daniela Padoan, scrittrice

Tag: ambiente, creazione, ecologia integrale, enciclica

LAUDATO SI’: UN DOCUMENTO PER L’ECOLOGIA INTEGRALE

ENCICLICA LAUDATO SI’

29 aprile 2020

Secondarie di II grado

Incontro con Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità
Introduzione di Daniela Padoan, scrittrice

L’uomo e la natura al centro dei modelli di produzione, della politica, delle piccole azioni quotidiane. Un incontro per cogliere in tutta la sua forza e attualità il concetto di “ecologia integrale”, cuore dell’enciclica di Papa Bergoglio.

Con l’Enciclica Laudato si’ Papa Francesco ha introdotto un cambio di paradigma teologico.
La centralità non è più assegnata all’uomo in quanto tale, ma alle creature, a tutto ciò che vive: esseri umani, animali, piante, ecosistemi.
In che modo l’enciclica modifica la nostra nozione di etica?
Cosa cambia se guardiamo all’essere umano – uomo e donna – non più come al padrone della Terra, ma come al custode della Casa comune?
Portando a compimento la predicazione francescana, il Papa propone una riflessione che investe i cardini filosofici della nostra civiltà.
Dopo aver denunciato le conseguenze catastrofiche dell’attuale sistema economico-finanziario, fondato sulla cultura dello scarto e sulla diseguaglianza, l’enciclica indica come orizzonte la giustizia sociale, ambientale e climatica, la cura del vivente, il diritto alla bellezza, la mitezza dei linguaggi.

Scrittrice, saggista e autrice radiotelevisiva, da anni si occupa di razzismo e dei totalitarismi del Novecento, con particolare attenzione alla testimonianza delle dittature e alle pratiche di resistenza femminile ai regimi.
Fra i suoi titoli: Come una rana d’inverno. Conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz, Bompiani 2004 (premio Aqui Storia, seconda edizione 2018); Le pazze. Un incontro con le Madri di Plaza de Mayo, Bompiani 2005 (premio Nonino, seconda edizione 2019); Razzismo e noismo. Le declinazioni del noi e l’esclusione dell’altro (con il genetista Luigi Luca Cavalli-Sforza), Einaudi 2013. Il suo ultimo libro è Per amore del mondo. I discorsi politici dei premi Nobel per la letteratura, Bompiani 2018.

Ha condotto trasmissioni radiofoniche di approfondimento giornalistico per Radio1 Rai e realizzato documentari per la televisione, tra cui La Shoah delle donne (Rai3), Le Madri di Plaza de Mayo (Rai3), Il filo nero: dalle leggi razziali alla Shoah (Rai3, La Grande Storia), Via Lecco 9 – Rifugiati del Corno d’Africa a Milano (RaiNews24).

E’ presidente dell’associazione “Laudato si’ – Unalleanza per il clima, la Terra e la giustizia sociale” ed è tra i soci fondatori dell’Osservatorio Solidarietà e dell’Associazione Diritti e Frontiere (ADIF).

Don Virginio Colmegna nasce a Saronno il 1 agosto 1945. Ordinato sacerdote il 28 giugno 1969, nel settembre dello stesso anno consegue la licenza in teologia. A partire dal 1981 promuove diverse cooperative e comunità di accoglienza, principalmente nel campo della sofferenza psichica e dei minori. Nel 1982 entra nell’Ufficio vita sociale e lavoro della diocesi in qualità di assistente diocesano del Movimento dei lavoratori di Azione Cattolica. Negli stessi anni diventa vicepresidente del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza. Nel 2002, il cardinal Martini, prima di lasciare Milano, desideroso di creare un luogo in cui la città esprimesse un’attenzione particolare agli ultimi, fonda la Casa della carità e nomina presidente di questa Fondazione don Colmegna. Il 31 dicembre 2004 don Colmegna lascia la direzione della Caritas Ambrosiana per dedicarsi a tempo pieno alla Fondazione Casa della carità di cui tuttora si occupa.

Nel 2005 diventa presidente del progetto Equal “Sviluppo territoriale del welfare di responsabilità” e nel 2006 presidente del Centro ambrosiano di solidarietà.

Video Archivio Don Virginio Colmegna

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TRE RELIGIONI IN ASCOLTO – TAVOLA ROTONDA

STAY TUNED AND LISTEN TO ME!

25 novembre 2019

Secondarie di II grado

Tavola rotonda con
Emanuele Fiano, ex consigliere delle Comunità Ebraiche Italiane
Chiara Ferrero, presidente dell’Interreligious Studies Academy
Enrico Bertoni, direttore del Museo Interreligioso di Bertinoro

Un viaggio sorprendente e affascinante nello Shemà Israel (Ascolta, o Israele),
attraverso le tre religioni abramitiche, tra ascolto, storia, parola e dono.

“Restiamo connessi!”. Spesso lo sentiamo ripetere dai nostri studenti, come se in loro ci fosse una continua ansia di essere ascoltati “qui e ora”, come se ogni traccia del loro e del nostro esistere si debba bruciare subito, nell’unica dimensione di un presente privo di storia.
A volte stigmatizziamo il loro comportamento oppure li rimproveriamo apertamente, ricevendo in cambio, a volte, risposte poco lusinghiere. Lo Shemà Israel, (Ascolta, o Israele), l’antica professione di fede ebraica, può offrire una prospettiva diversa proprio ai nostri studenti, se proviamo a lanciare loro una sfida, superando le definizioni di millennial o di nativi digitali.
Una sfida fatta di domande, che non comportano perdite di tempo o rinunce. Proviamo a chiedere loro se sanno ascoltare, se sanno stare davanti alla verità e all’unica Storia che avrà sempre la “s” maiuscola: quella dell’abisso del loro cuore. Se a nostra volta accettiamo il rischio di domandarci che senso hanno le parole, i segni, l’ascolto, la storia e il dono, potremmo aiutarli a scoprire che il stay tuned non è nato con la rete, ma è un’esperienza che faceva già un giovane di nome Mosè, qualche millennio fa in Egitto.

Emanuele Fiano nasce a Milano nel 1963, figlio di Nedo Fiano, ebreo deportato ad Auschwitz e unico superstite di tutta la sua famiglia. Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1988, nel 1989 si sposa e con la moglie va a vivere per un anno in Israele, in un Kibbutz al confine con il Libano. Rientrato in Italia, si abilita alla professione di architetto che svolge da libero professionista.

A fianco alla sua carriera lavorativa si sviluppa anche la sua attività politica e nella Comunità Ebraica di Milano: dal 1988 al 2001 è stato consigliere della comunità ebraica milanese, diventando responsabile dei programmi culturali. Dal 1998 al 2001 è presidente della comunità. Dal 2001 al 2006 è stato invece consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

Nel 2017 Fiano è promotore di un disegno di legge sull’apologia del fascismo.  

IlhamAllah Chiara Ferrero è nata a Torino nel 1974 dove ha studiato all’Università Statale di Scienze Agrarie.
Musulmana dal 1996, ha viaggiato in diversi Paesi del mondo islamico.
Negli ultimi dieci anni, attraverso corsi e pubblicazioni, ha svolto un’attività tesa a far conoscere al pubblico occidentale la posizione della donna nell’Islam per superare pregiudizi e paure dando l’esempio del ruolo e delle responsabilità che le donne musulmane rivestono nella società con serenità e preparazione.
È tra i fondatori di una società di comunicazione, Genesi Communication Design, in cui si occupa di relazioni istituzionali e di coordinare l’organizzazione di uffici stampa per conferenze e seminari.
È segretaria generale della Comunità religiosa islamica italiana di Milano ed è tra i soci fondatori di Halal Italia, ente italiano di certificazione islamica.

Enrico Bertoni (Castelnovo ne’ Monti, 1977) è direttore della Fondazione Museo Interreligioso di Bertinoro. Studioso di storia delle religioni, come curatore museale ha realizzato il progetto Della ragione, della fede. Uomini insieme nel nome di Yhwh, Gesù e Allah. Ha curato le raccolte Il dialogo interreligioso come fondamento della civiltà (Marietti, 2009) e Mettere a fuoco la libertà. Religioni e democrazia (CartaCanta Editore, 2015). È scientific advisor del Forum delle Religioni nella Repubblica di San Marino. Collabora al settimanale della Diocesi di Forlì-Bertinoro Il Momento, curando la rubrica La voce dal colle. Per il Centro Universitario di Bertinoro, insieme ad A. Bandini, P. Rambelli, O. Mazzotti, ha curato il volume Il valore della cultura, la tradizione dell’ospitalità (Bertinoro, 2006) e, con A. Bandini, il testo Gli angeli di San Silvestro. Storia di un restauro (Bertinoro, 2010).

Archivio interviste ai relatori

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ONDINA VALLA: oltre ogni ostacolo

ONDINA VALLA
Oltre ogni ostacolo

30 e 31 marzo 2020
Secondarie I grado | Secondario II grado

Spettacolo teatrale di Lisa Capaccioli, con Lorenza Fantoni
Presentazione e approfondimento di Andrea Bienati, docente di Storia e Didattica della Shoah, delle Deportazioni e dei Crimini contro l’Umanità

Una donna e un’atleta sullo sfondo di un’Italia nel pieno dei conflitti mondiali e della dittatura fascista.
Una vittoria olimpica, ma soprattutto un’affermazione ed emancipazione del genere femminile.

Trebisonda Valla, detta Ondina (1916-2006), pioniera dell’atletismo femminile italiano, è la prima a salire sul podio olimpionico: alle Olimpiadi di Berlino del 1936 vince la medaglia d’oro negli ottanta metri a ostacoli e stabilisce il record mondiale di 11’’6.

L’oro olimpico conferisce a Ondina immensa popolarità, divenendo simbolo per le ragazze italiane, e simbolo per il regime, di “sana e robusta costituzione”.
Donna e atleta: un binomio che nel passato ha destato clamori e disapprovazione.

Cosa significa gareggiare, per una donna, in una società in cui alle donne era concesso ben poco? Cosa significa gareggiare in rappresentanza di un potere dittatoriale?

Gareggiare era correre per vincere, allenarsi fino allo sfinimento, avere delle rivali che erano anche compagne di squadra; gareggiare era avere dei riconoscimenti che permettevano di emanciparsi dalla famiglia e dai ruoli sociali. Gareggiare era superare ogni ostacolo, nelle competizioni come nella vita.

Si laurea in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica, con una tesi in Criminologia dal titolo “La ‘Neutralizzazione’ dello sterminio nazista”. Prosegue gli studi conseguendo, nel 2005, il Dottorato di ricerca in Scienze politiche e sociologiche presso l’Università Cattolica con una tesi sull’evoluzione del pensiero politico di Vilfredo Pareto. La Shoah e i crimini contro l’Umanità, soggetti di studio prediletto, lo portano in Polonia, dove frequenta un ciclo di perfezionamento di studi e ricerche in Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche” presso l’Università Jagiellonica e il Museo Statale di Auschwitz Birkenau.

Si forma a Firenze dove si laurea presso l’Università di Lettere e Filosofia in Linguaggio e Comunicazione. Nel 2008 entra nella Scuola del Piccolo Teatro di Milano diretta da Luca Ronconi, dove consegue il diploma nel Giugno 2011. Affianca Gianfranco de Bosio, Luca Ronconi, Laura Pasetti in qualità di assistente alla regia. Dal 2013 collabora attivamente con la regista e drammaturga Paola Bigatto. Affianca nella didattica la regista e insegnante Anna Bonel, nel corso di teatro per bambini dagli otto ai tredici anni, presso lo spazio LabArca. Vince il concorso nazionale “Opera Expo 2015”, con il libretto d’opera per bambini “Milo, Maya e il giro del mondo”.

Nasce a Bologna il 13 maggio del 1983. Nel 2011 si diploma come attrice professionista presso la scuola del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Luca Ronconi, del quale sarà assistente per lo spettacolo “La Celestina” (produzione Piccolo Teatro di Milano, gennaio 2014). Finita la scuola fonda con alcuni compagni di corso, la compagnia Locchi32, che debutta al Napoli Teatro Festival 2013 con lo spettacolo “Save the World”. Dal 2015 interpreta lo spettacolo “Ondina Valla: oltre ogni ostacolo” scritto e diretto da Lisa Capaccioli. All’attività di attrice affianca quella di insegnante di teatro: dirige corsi nelle scuole e in varie Associazioni culturali di Milano e dintorni.

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WHO’S ROMEO – RILEGGERE SHAKESPEARE CON GLI STUDENTI

WHO’S ROMEO
Un docufilm di Giovanni Covini

13 novembre 2019

Proiezione del film e incontro con il regista Giovanni Covini
con Valentina Malcotti, Rosario Lisma e Francesco Migliaccio

Marilyn Adjalo, Valentina Bogdan, Leonardo Carralero, Assala Chahhoub,
Jacopo Cremona, Laila Migdadi

Periferia di Milano.

Gratosoglio, un quartiere a maggioranza musulmana.

Sei ragazzi, provenienti da famiglie di fedi religiose diverse, si confrontano con Romeo e Giulietta di Shakespeare

«L’idea di Who’s Romeo nasce il 14 luglio del 2016, quando a Nizza un uomo alla guida di un autocarro travolge la folla che passeggia sulla Promenade des Anglais. La guerra fra due civiltà era sbarcata su un lungomare romantico seminando la morte. Sentivo il bisogno di incontrare dei giovani di entrambe le civiltà.
Civiltà che si erano poste l’una contro l’altra come schieramenti ma che rimanevano di per sé espressioni di grandi culture. Anche Montecchi e Capuleti erano due grandi famiglie che si erano poste in guerra.

E anche in quel caso la guerra travolse l’amore dei giovani.
Il film è il racconto di questo viaggio.
Sei ragazzi del Gratosoglio, quartiere della periferia sud di Milano a maggioranza islamica, in parte cristiani in parte musulmani, in parte credenti e in parte no, affrontano guidati da una giovane regista la lettura di Romeo e Giulietta di Shakespeare. È così che sei estranei diventano un gruppo di amici. Atto per atto, Shakespeare viene letto, discusso, provato, recitato. La sua forza conduce i ragazzi a incontrare persone adulte dei più diversi mondi culturali e sociali. Li spinge ad aprirsi, a confidare e a confessare le speranze e i dolori che hanno nel cuore.»

Giovanni Covini

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TO BE – Spettacolo sul cyberbullismo

TO BE

27 marzo 2020

Compagnia teatrale: Febo Teatro
Testo e Regia: Claudia Bellemo
con Claudia Bellemo, Katiuscia Bonato, Matteo Fresch

Alessandro è disperato perché i compagni lo bullizzano, Maddalena non lo degna di uno sguardo e i suoi non lo capiscono. L’unica consolazione pare TO BE, una app con la quale è possibile fare anonimamente domande di ogni tipo, su di sé e sugli altri, e ottenere delle risposte altrettanto anonime.

Una mattina Alessandro si ritrova nel bagno della scuola furioso e frustrato: i compagni gli hanno imbrattato la giacca nuova.
Lì incontra Ornella, la bidella, acuta e premurosa, che pur non capendo l’attaccamento di Alessandro all’app, lo accompagna in un percorso che porterà entrambi a fare una scelta importante per la propria vita.
Uno spettacolo di formazione che parla del problematico connubio fra bullismo e tecnologia, ponendo però l’accento sul dialogo tra generazioni, sulla conoscenza di sé e sulla possibilità che ogni ragazzo ha di scegliere.

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