

di Tommaso Urselli
regia Massimiliano Speziani
con
Marco ciccullo
edoardo rivoira
enrico ravano / diego becce
aiuto regia Cornelia Miceli
audio-luci Giovanni Tammaro
in collaborazione con Oderstrasse
in ambito

progetto

una produzione

Biografia Hassiba Boulmerka
Hassiba nasce a Costantina, in Algeria, nel 1968 e fin da piccola ha una sola passione: correre.
Comincia a correre a dieci anni corre in pantaloncini corti con braccia, gambe e volto scoperto. Quelle gambe e quelle braccia scoperte sono uno scandalo per l’slam Lei non si arrende, si allena su piccoli sentieri pietrosi dell’Atlante, lontana da tutti, per non essere vista. Ogni persona che incontra la saluta con sputi, offese, pietre scagliate addosso. Alcuni la minacciano, “farai una brutta fine se non smetti” provano addirittura a rapirla, pur di non vedere più quella giovane donna determinata mostrare il suo corpo. Ma lei non si arrende e le sue vittorie sono lì a testimoniare della sua tenacia Golden Gala di Roma il 17 luglio del 1991 vittoria sugli 800 Mondiale di Tokyo 31 agosto 1991 oro sui 1500 Olimpiadi di Barcellona 8 agosto 1992 oro sui 1500 Appena taglia il traguardo a Barcellona , con un secondo e mezzo di vantaggio sulle altre concorrenti, si ferma e con le gambe ben piantate a terra lancia le braccia al cielo: un gesto liberatorio, di vittoria, di ribellione “Ce l’ho fatta, ho vinto io. Adesso se volete ammazzarmi sarà comunque troppo tardi: io ho fatto la storia”
Sinossi
Tre buffi amici con velleità autoriali indotti, al fine di partecipare ad un contest letterario, a documentarsi sulla figura di Hassiba Boulmerka della quale in realtà sanno ben poco, dovranno man mano anche confrontarsi con i temi che la sua vicenda porta con sé; e dunque fare i conti con i propri pregiudizi e luoghi comuni di cui sono – e siamo tutti – impregnati. E’ così che si lasciano pian piano coinvolgere e appassionare dalla storia di un’altra gara, sportivamente ed umanamente straordinaria, senza tempo.
Note di drammaturgia
Liberazione femminile e parità di genere. E’ semplice parlarne oggi, nel nostro paese. Ma la storia di Hassiba Boulmerka, mezzofondista algerina, ci permette di rileggere questi due concetti in modo diverso.
Nel 1991, a Tokyo, si giocano i Campionati Mondiali di atletica e la Boulmerka vince il primo titolo mondiale della storia dell’atletica femminile africana. Salendo sul podio, Hassiba diventa al contempo il nemico numero uno dei fondamentalisti islamici e il simbolo delle donne arabe che intendono lottare contro le discriminazioni che sono costrette a subire.
La storia di Hassiba Boulmerka scorre in direzione opposta rispetto a quella della sua Algeria: mentre il governo impone leggi sempre più restrittive alle donne, Hassiba sceglie di continuare a rivendicare la sua libertà.
Costretta a scappare dopo aver ricevuto minacce di morte dai suoi connazionali, la mezzofondista continua ad allenarsi con un solo obiettivo: portare comunque alta la bandiera del suo paese. Sarà così che scriverà una delle pagine più belle della storia dell’atletica femminile mondiale.










