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maggio, 2022

mer25mag19:30PrimaVera19:30

Dettagli evento

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Drammaturgia e regia: Lisa Capaccioli
Con: Silvia Giulia Mendola e Emilia Scatigno
Luci e suono: Giovanni Tammaro
Produzione: Centro Culturale Asteria e Geco.B Eventi in collaborazione con PianoInBilico

INTRODUZIONE
Lo spettacolo ha il desiderio di raccontare la storia della più grande ginnasta cecoslovacca: Věra Čáslavská. Nata a Praga nel 1942, ha vinto 11 medaglie (7 medaglie d’oro e 4 d’argento), partecipando alle olimpiadi di Tokio del 1964 e di Città del Messico nel 1968. In questa olimpiade, dopo la gara alla trave, vince a parimerito con la russa Larissa Petrick. Quando si trova sul gradino più alto del podio, per manifestare il dissenso nei confronti dei sovietici che avevano invaso Pragaqualche mese prima, protesta: abbassa lo sguardo e reclina la testa mentre suona l’inno sovietico durante la premiazione. Aveva già fatto un gesto politico firmando il manifesto delle duemila parole- manifesto apparso il 27 giugno 1968 sulla rivista Literarni Listy che, dopo qualche mese, scatenò l’occupazione militare russa nella città di Praga. Per queste due azioni è stata esclusa dal mondo della ginnastica artistica. Per guadagnarsi da vivere ha svolto lavori come la donna delle pulizie. Non le è stato concesso di partecipare ad eventi pubblici, di viaggiare all’estero, di pubblicare la sua autobiografia, di allenare le giovani ginnaste. Solo nel 1989 è stata riabilitata all’insegnamento della ginnastica artistica.

 

SINOSSI DELLO SPETTACOLO
Praga 1978. Uno spogliatoio di una palestra di Praga.
Una giovane ginnasta entra nello spogliatoio: piange. Mentre si cambia, entra anche una donna delle pulizie. Vede la ragazza e le chiede come mai è così triste. La ragazza risponde che non ha fatto un buon allenamento e che, se continua così, non riuscirà mai a realizzare il suo sogno: partecipare ad un’olimpiade. Parlando, la donna, le chiede se avesse mai sentito parlare di Věra Čáslavská: la ragazza dice di no. Questa risposta fa scattare nella donna la voglia di raccontare la storia della grande ginnasta cecoslovacca. Più che la donna racconta, più la ragazza chiede. E più parlano, più si scoprono i dettagli della vita e dei gesti politici di Věra, detta anche la Libellula boema, ormai dimenticata da tutti. La conversazione dà alla ragazza lo stimolo di non mollare e di continuare ad allenarsi, perché ora sa che c’è stata una ginnasta molto brava che, per colpa di un regime, non ha potuto fare quello che amava fare, con risultati eccellenti. La donna è molto soddisfatta della decisione della ragazza e si rimette al lavoro. Prima di congedarsi, la ragazza si accorge di non aver chiesto alla donna una cosa molto importante: quale fosse il suo nome. Che fosse lei Vera?

 La storia della ginnasta Věra Čáslavská, simbolo di bravura e di coraggio, vuole essere spunto di riflessione per il pubblico: come può un semplice gesto diventare un gesto politico? Quanto costa avere coraggio? Come difendere la libertà?

 

TEMI
Storia: Primavera di Praga, Strage di Tlatelolco, 1968.
Sport: Ginnastica artistica e Olimpiadi del 1968.
Emancipazione femminile.
Diritti civili.

Orari

(Mercoledi) 19:30

Luogo

Centro Culturale Asteria

Piazzale Francesco Carrara, 17, 20141 Milano

Evento organizzato da

Centro AsteriaTel 02 8460919

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