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La corsia vuota: samia yusuf omar

LA CORSIA VUOTA: STORIA DI SAMIA YUSUF OMAR

Presentazione stagione per le scuole e debutto dello spettacolo

Quando il desiderio di libertà diventa un gesto di resistenza, nasce una storia capace di scuotere le coscienze. È quella di Samia Yusuf Omar, la giovane atleta somala che nel 2008, a Pechino, corse i 200 metri con un grande sogno nel petto: essere, prima di tutto, libera.

Il 24 settembre, ore 18.30, il Centro Asteria porta in scena La corsia vuota, un racconto intenso e toccante che intreccia sport, diritti e immigrazione, in occasione della presentazione della stagione culturale dedicata alle scuole.

UN DEBUTTO TRA SPORT, CULTURA E ATTENZIONE SOCIALE

La serata inaugurale si apre alle 18.30 con la presentazione della stagione culturale per le scuole: trenta minuti in cui scoprirete le principali novità della stagione, eventi e progetti speciali pensati per stimolare la curiosità e la cittadinanza attiva degli studenti.

Alle 19.00, le luci si accendono su Samia e la sua toccante storia, con la regia di Chiara Tessiore e Meredith Airò Farulla.

Al termine dello spettacolo si terrà un breve momento di contaminazione tra teatro e artigianato sociale: Arnoldo Mosca Mondadori ci racconterà la storia di una chitarra realizzata dai detenuti di Secondigliano con il legno delle barche dei migranti, strumento che un giovane musicista professionista farà vibrare durante l’aperitivo offerto dal Centro Asteria.

L’evento si inserisce all’interno del progetto SVeT – Sport, Valori e Teatro – Asteria On The Road To Milano Cortina 2026  sostenuto da Milano è Viva, promosso dal Comune di Milano, realizzato con il contributo di Fondazione di Comunità Milano

La Corsia Vuota

LA CORSIA VUOTA: STORIA DI SAMIA YUSUF OMAR

Spettacolo di Chiara Tessiore e Meredith Airà Farulla
regia di Meredith Airà Farulla

24 settembre h. 18.30 – Teatro Asteria
Spettacolo dedicato ai docenti, ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

Evento valido come formazione docenti con possibilità di richiedere l’attestato di partecipazione con 2,5 ore formative riconosciute dal MIM

SAMIA E IL SUO SOGNO

Nata a Mogadiscio nel 1991, Saamia imparò a correre tra le macerie di un paese dilaniato dalla guerra e stretto nella morsa del fondamentalismo. Per una ragazza che voleva studiare e competere, la Somalia non era un terreno neutro: ogni allenamento era un atto di sfida, ogni passo una conquista di dignità. Nel 2008, indossando la maglia della Nazionale, affrontò i 200 metri olimpici con un tempo lontano dalle prime, ma capace di toccare i cuori di tutto il mondo. Quei 32 secondi di distacco erano l’urlo di un popolo, la testimonianza di quanto lo sport possa diventare veicolo di speranza.

Le luci dei riflettori si spensero su Samia poco dopo la fine dei Giochi Olimpici, ma lei continuò a sognare. Sognava le Olimpiadi di Londra, di essere una giovane donna libera e affermata al pari delle sue avversarie.
Sarà proprio quel sogno a essele fatale: Samia perse la vita tragicamente in mare, cercando di raggiungere l’Europa su una barca partita dalla Libia.

IL TEATRO COME STRUMENTO DI INCLUSIONE

La corsia vuota non è una semplice biografia in forma drammaturgica: è un ponte tra culture, un’occasione per riflettere su immigrazione, diritti umani e possibilità di riscatto.

Sul palco, parole, luci e musiche si rincorrono per restituire i sogni infranti e gli ideali che spingono ogni atleta a superare i propri limiti.

Lo spettacolo è inserito all’interno della stagione per le scuole secondarie di II grado, come strumento didattico vivo, in grado di integrare i percorsi di educazione civica e di storia contemporanea.

LA CHITARRA DEL LEGNO DEL MIGRANTE

A coronare la serata, un evento nell’evento: Arnoldo Mosca Mondadori, curatore di progetti culturali e Presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, presenterà una chitarra speciale. Nato da frammenti di imbarcazioni utilizzate dai migranti per attraversare il Mediterraneo, il legno è stato trasformato nel laboratorio del carcere di Secondigliano, in un percorso di riscatto e reinserimento. La chitarra, infine, verrà suonata da un giovane musicista professionista durante l’aperitivo, trasformando quelle note in un ponte tra storie e generazioni.

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