Bozzi Stefano III C 
Liceo Scientifico Alessandro Volta Milano 

Se il male non è la morte… Ma cosa è il male? Intendiamo il male per il singolo individuo, o per la società, o per il mondo… Il male è un concetto molto soggettivo, se lo si analizza dal punto di vista dell’individuo, quindi il male potrebbe essere la morte per una persona, come potrebbe non esserlo per un’altra.

Ma facendo un ulteriore passo, e guardando il male da un punto di vista “generale”, la morte non è il vero male. È solo la conclusione di un ciclo, il “vivere”, e senza la morte questo percorso non avrebbe una conclusione, sarebbe incompleto. La morte va ad accentuare e a provare, verificare la vita, poiché prima di morire bisogna prima essere vivi. La vita è il dono più grande, e il male sarebbe non sfruttarla a pieno. Anche se si muore, noi tutti lasciamo un segno, per quello che abbiamo fatto, neinostri figli.

Il vero male è non cercare neanche di lasciare il segno, di vivere senza uno scopo senza meta.
“Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta” dice Socrate, e la morte, forse, ci incentiva a fare del nostro meglio quando siamo in vita. Molti uomini, probabilmente, se non ci fosse mai stata la morte, pensando alla vita senza fine non avrebbero mai fatto niente di quello che hanno fatto. Avrebbero pensato che tanto ci sarebbe sempre stato un altro momento per farlo. Ma forse questo non si può neanche chiamare “vivere”.

 

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