

a cura di Massimiliano Speziani
scritto da Gabriele Nissim, Massimiliano Speziani e Paola Bigatto
assistente Cornelia Miceli
con Marco Ciccullo, Enrico Ravano, Edoardo Rivoira
luci Giovanni Tammaro
progetto di Fondazione Gariwo, la foresta dei Giusti
produzione Centro Asteria
in collaborazione con Oderstrasse
in ambito

progetto

una produzione

Sinossi
Memoriosi. Nuovi archivisti del Bene è un monologo teatrale, basato sui libri di Gabriele Nissim, Il Tribunale del Bene e La Bontà insensata.
Lo spettacolo è concepito come una bizzarra conferenza tenuta da un giovane dottorando del “bene” che, attraverso degli oggetti contenuti in delle vecchie scatole di cartone, rievoca le storie dei Giusti. Ma chi sono i Giusti? Sono tutte quelle persone che con grande rischio hanno difeso la vita e la dignità umana durante i genocidi, i totalitarismi, le crisi umanitarie del presente e del passato.
La trasmissione della memoria sulle azioni dei Giusti può essere per i ragazzi un faro di speranza e di consapevolezza, in un momento storico di forte instabilità come quello che stiamo vivendo oggi in Europa. Il “fare memoria” diventa così, non più un’attività passiva, ma un vero e proprio strumento critico per indagare, problematizzare e comprendere il presente.
Presentazione
Memoriosi è un progetto di spettacolo nato per volere della Fondazione Gariwo e Massimiliano Speziani, il quale per dieci anni ha portato in scena Il Memorioso.breve guida alla memoria del bene; monologo sulle storie dei Giusti con la regia di Paola Bigatto. Dopo centinaia di repliche in tutta Italia, Speziani e Gabriele Nissim hanno deciso di trasmettere le storie di queste persone a dei nuovi attori. Da questo loro desiderio è nato un laboratorio teatrale, a cui hanno partecipato gli attori della compagnia Oderstrasse (Marco Ciccullo, Enrico Ravano, Edoardo Rivoira), che sotto la guida di Speziani hanno intrapreso un lavoro di studio, prove e confronto sui concetti di trasmissione, di memoria e di ricordo.
Da questo laboratorio sono nati tre nuovi monologhi, “figli” di quello originale, ma con una marcia in più: nuove storie, nuovi Giusti, nuove testimonianze. Se il Memorioso, infatti, affronta per la maggior parte i Giusti della Shoah, i Memoriosi si dedicano anche a storie, non solo inerenti il genocidio ebraico, ma anche ad altre ingiustizie e stermini, dal Novecento fino ad arrivare ai giorni nostri.
I giovani attori hanno preso in carico la testimonianza del Memorioso e fatto proprie le storie dei Giusti, per mettere in scena nuovi racconti personalizzati da ciascuno di loro. Il passaggio del testimone, da Speziani agli attori di Oderstrasse, diventa così un esempio concreto di cosa significa tramandare la memoria. Non si tratta solo di imparare un copione “a memoria”, ma di assumersi la responsabilità e la consapevolezza di ciò che si racconta. C’è una catena di trasmissione che va dal Memorioso ai Memoriosi e dai Memoriosi fino al pubblico dei giovani studenti.
Il fatto che i protagonisti di questo spettacolo siano dei giovani “dottorandi”, e in un certo senso ancora degli studenti, crea un forte legame di empatia con i ragazzi. Molto spesso i più giovani tendono a manifestare del disinteresse nei confronti dei temi sociali, poiché credono di non poter aver voce in capitolo o che il loro contributo e il loro interesse a riguardo non conti più di tanto. Lo spettacolo cerca, invece, di scardinare questa posizione, raccontando che l’azione del singolo, chiunque esso sia, può fare la differenza.
Memoriosi. Nuovi archivisti del Bene dà la possibilità a sempre più istituti scolastici e teatri di ospitare uno spettacolo che va oltre l’intrattenimento. Le scuole, gli enti, i comuni posso richiedere che uno di questi monologhi venga ospitato nella propria struttura. Lo spettacolo può essere rappresentato non solo in sale teatrali, ma anche in aule, auditorium, palestre, biblioteche. Inoltre, al termine della rappresentazione, offriamo la possibilità di un momento di dibattito tra l’attore e gli studenti.



















