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JOVAN DIVJAK
IL GENERALE CHE DIFESE SARAJEVO

11 febbraio 2020

Secondarie di II grado

Incontro con

Jovan Divjak, generale iugoslavo di origine serba che ha combattuto a fianco dei bosniaci per difendere Sarajevo

Il racconto, intriso di storia e di umanità, dei giorni sanguinosi del conflitto nell’ex Jugoslavia, narrato da uno dei protagonisti, oggi impegnato a fianco delle giovani generazioni nel non facile presente della sua terra.

Jovan Divjak è un generale di origine serba, oggi si dichiara Bosniaco-Erzegovese.

Nato a Belgrado, è poi vissuto a Sarajevo come militare di carriera prima dell’aggressione alla Bosnia Erzegovina. Dopo la dissoluzione del sistema socialista in ex Jugoslavia ha raggiunto il grado di colonnello come membro della Difesa Territoriale.
A fianco dei Bosniaci ha combattuto per difendere Sarajevo e la Bosnia Erzegovina, quando i serbi bosniaci hanno attaccato la città, ma si è subito schierato a difesa dei diritti dei perseguitati contro ogni tentativo di discriminazione, a prescindere dalla fazione, dall’appartenenza etnica, religiosa e politica.
Oggi la sua Fondazione, L’istruzione costruisce la Bosnia Erzegovina, a favore dei bambini orfani di Sarajevo e Bosnia Erzegovina, e delle vittime della guerra di aggressione, protegge, senza distinzione di identità, tutti i ragazzi che hanno bisogno di aiuto. Essa offre loro, tramite l’istruzione e l’educazione, l’opportunità di diventare cittadini attivi per il cambiamento positivo del proprio paese perché, come ama ripetere sempre, “l’istruzione è l’arma più forte per cambiare il mondo”.

Nasce a Belgrado da genitori serbi di lontane origini bosniache. Il padre fu trasferito in Serbia dall’Esercito Jugoslavo. Attualmente Divjak vive a Sarajevo, città nella quale si è trasferito nel 1966.

 

Dal 1956 al 1959 frequentò l’Accademia Militare a Belgrado, per passare poi un anno a Parigi per frequentare l’École supérieure des officiers de réserve spécialistes d’état-major, dal 1969 al 1971 figura tra i Cadetti della Voena akademija di Belgrado.

Dopo diversi incarichi nella JNA, Divjak divenne Capo della Difesa Territoriale (Teritorijalna Obrana), guidando il relativo dipartimento di stanza a Mostar, durante il periodo 1984-1989. Nel periodo 1991-1992, Jovan Divjak venne giudicato dalla Corte Marziale per aver inviato 120 pezzi di armi leggere e 20.000 pallottole alla Difesa Territoriale di Kiseljak. Gli vennero inflitti 9 mesi di carcere, evitati lasciando la JNA.

Il giorno 8 aprile 1992, Divjak divenne vicecomandante della Difesa Territoriale della Bosnia ed Erzegovina. Un mese più tardi, supervisionò la difesa di Sarajevo da un attacco di maggiori dimensioni da parte della JNA.

Oggi è direttore esecutivo della associazione OGBH, Obrazovanje Gradi BiH (“L’istruzione costruisce la Bosnia”), fondata da lui stesso nel 1994. L’attività principale e gli obiettivi della associazione sono quelli immediatamente connessi all’aiuto degli orfani di guerra, dando loro denaro, oltre ad aiuto materiale e favorire l’aumento dell’istruzione in Bosnia ed Erzegovina, anche zone e alla popolazione più povere del Paese come le campagne, dando loro supporto finanziario e materiale

Video Archivio Jovan Divjak

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